giovedì 4 settembre 2014

LE COLLABORAZIONI DE LO SCORBIATTOLO #2: ICON 1 E LA SQUADRA ALPHA

icon 1 e la squadra alpha logo










Articolo più unico che raro questo ma non per il contenuto, sia chiaro, ma per la cadenza, DUE ARTICOLI NELLA STESSA SETTIMANA?????? SCORBIATTOLO WTF?????

Bentrovati cari lettori e care lettrici sul blog più discontinuo di tutto l'internet che alterna mesi di silenzio a settimane sature di contenuti: Lo Scorbiattolo.
Come detto nell'articolo precedente (qui) ho passato l'agosto a lavorare principalemte a due progetti di cui uno sarebbe stato l'oggetto del prossimo articolo, ricordate? Bene, ecco quel "prossimo" articolo! Di che si parla?
l'antro atomico del dr manhattan header logo
Presto detto, Icon 1 e la squadra Alpha è un webcomic supereroistico che va in scena con cadenza bimestrale (grosso modo) sulle pagine virtuali dell'Antro atomico del Dottor Manhattan. L'Antro è un blog cui Lo Scorbiattolo deve molto dal punto di vista formale e che non ha certo bisogno di presentazioni.
Ok, ok, ma io che c'entro con questo webcomic? Emmòlovedrete!

SI, MA ICON 1 E LA SQUADRA ALPHA...COS'E'?
Qualche mese fa il Doc Manhattan (al secolo Alessandro Apreda) proponeva a tutti gli utenti del suo blog di unire le forze nella creazione di un fumetto supereroistico in cui chiunque poteva dare il proprio contributo: disegni, concept, idee, loghi ecc.

CHARACTER DESIGN
La squadra Alpha è composta da sei elementi e tra di loro, causa impegni vari, ne ho scelto solo uno da sviluppare: Hiro the Bass Player, bassista carismatico dai poteri psichici alquanto prepotenti, proveniente dalla terra del sol levante. Di seguito trovate il character design dedicato al suddetto personaggio.
hero the bass player face character design mirko treccani
Oltre a puntare sull'evidente sguardo glaciale del personaggio la descrizione del Doc imponeva anche una pittura facciale. Tra le cose che più mi hanno ispirato c'è sicuramente il teatro Kabuki. Dopo aver considerato varie pitture la scelta è ricaduta sulla terza pittura facciale più che per un fattore estetico per il concetto che rappresenta.
pittura facciale kabuki significati
Nel teatro Kabuki ogni pittura è collegata ad un determinato archetipo, nel mio caso ho usato quello del personaggio non umano pensando si adattasse meglio al possibile background del Bass Player.
hero the bass player character design outfit mirko treccani
Passiamo ora all'outfit del personaggio, il mio scopo era quello di creare un ronin (samurai senza padrone) metropolitano con abiti da ragazzo attaccabrighe della Tokio contemporanea tra kitsch e super pop il tutto rigorosamente in total black.
hero the bass player character design mirko treccani
In questo concept ho provato ad approfondire il rapporto simbiotico tra Hiro e il suo basso che più che un semplice strumento musicale io l'ho interpretato come il filtro dell'enorme potere che pervade il personaggio.
raijin statue
L'accostamento con la figura mitologica del Raijin (divinità del tuono) è venuta praticamente da sé. Esteticamente ho reso la metafora con cinque amplificatori fluttuanti molto simili ai tamburi che usa la suddetta divinità per scatenare le tempeste.

Il design definitivo del personaggio è ricaduto infine sull'ottimo lavoro di Stefano Dell'Aria, qui trovate la sua pagina deviantart.
hero the bass player character design stefano dell'aria
Ora Icon 1 e la squadra Alpha è pronto per partire, ai testi troviamo il Doc Manhattan e alle matite, chine e colori una dozzina di ragazzi volenterosi.
icon 1 e la squadra alpha cover #1
Cover di Icon 1 e la squadra Alpha #1, disegni di Fabrizio Fiorentino e colori di Gabriele Benefico.
Ad aprile è uscito il numero uno (potete leggerlo qui), due mesi dopo il numero due (che trovate qui) e ieri è stato sfornato il terzo numero (eccolo qui). Proprio quest'ultimo numero vede la mia partecipazione con due tavole in bianco e nero e lo studio di due personaggi ma andiamo con ordine.
Dopo aver posto all'attenzione del Doc un fumetto di due pagine ambientato nel Giappone feudale, di cui vedete il teaser qua sopra (tranquilli, sarà pubblicato prossimamente nella rubrica Lo Scorbiattolo presenta), decide di affidarmi due pagine con protagonista Hero il bassista nel Giappone del sedicesimo secolo.
Come prima cosa ho dovuto traghettare il design moderno del bassista di Stefano ad un contesto cavalleresco come quello del Giappone dell'epoca Sengoku ed ecco il risultato.
Ho avuto la massima libertà sul design del personaggio sia da parte del Doc che da parte di Stefano, gli unici elementi imposti sono stati il colore rosso del clan di Hiro ed il suo caratteristico stemma araldico formato da 4 rombi. In seguito alcuni elementi dell'armatura sono stati eliminati per agevolare i leggiadri movimenti scalciacooli del personaggio.
Il secondo concept vede protagonista il Daimyo (il signore del feudo) del nostro caro bassista:
Questo è un primissimo sketch per prendere confidenza sia col personaggio che con i metodi di fusione di Photoshop.
Ed ecco il design definitivo del personaggio. Principalmente i riferimenti per questo personaggio sono stati due, il primo proposto dal Doc è....
...ZAMBOT 3! Dai, era palese, principalmente per l'elmo ma, se ci fate caso, anche per la corazza che riveste il torso del nobile Daimyo. Il secondo riferimento l'ho preso da un grande film:
Il principe Taro, uno dei protagonisti del film "Ran" di Akira Kurosawa.


REALIZZAZIONE DELLE TAVOLE:
- STORYBOARD
Dopo aver letto la sceneggiatura del Doc ho buttato giù lo storyboard delle due pagine che mi ha assegnato:
In breve, ci sono sette (numero a caso?) samurai sopravvissuti ad una prima ondata nemica che stanno radunando le ultime forze per affrontare una morte onorevole durante la seconda carica nemica, in questa delicata situazione il Daimyo rafforza gli spiriti dei suoi uomini con efficaci frasi da motivatore.
Nella seconda tavola va in atto la "guerra più totale" tra le due fazioni (rossi vs blu) in cui l'estinzione annunciata delle squadra rossa non sembra poi così scontata, come mai? Io farei il test antidoping a massacro concluso, così, non si sa mai.

- MATITE
Approvati gli storyboard si passa alle matite.

Cambia qualche elemento dagli storyboard ma grosso modo le inquadrature son quelle.

- CHINE
Per quanto riguarda le chine ho deciso di seguire alcuni consigli che mi sono stati dati durante l'anno dai vari professionisti a cui ho sottoposto i miei lavori, ovvero, adottare l'inchiostrazione instintiva e gestuale dei miei sketch anche per le tavole definitive:
In questa tavola ho sperimentato per un paio d'ore la dura vita dell'assistente ai retini di un mangaka, è stata la seconda volta (compresa questa tavola) che lavoravo con i retini. Se poi il soggetto da retinare era l'albero della prima vignetta e i fili d'erba della terza vi lascio immaginare quanto possa esser stata traumatica l'esperienza.
Su suggerimento del Doc ho tolto le onomatopee (mannaggia a me e al mio feticismo per le onomatopee) da alcune vignette che rischiavano di creare un senso di cacofonia nella tavola.

- COLORI
Lo dico subito, i colori non sono miei ma dell'eccellente Lorenzo Magalotti che ringrazio nuovamente per come ha saputo esaltare cromaticamente le mie tavole, qui trovate la sua pagina Tumblr.

 
Bene, eccoci arrivati alla fine dell'articolo, ringrazio il Doc Manhattan per l'opportunità che mi ha dato e tutta la Icon crew in particolare i baldi Stefano e Lorenzo per l'ottimo lavoro in team. L'esperienza mi ha, oltre che divertito, arricchito molto.....che poi se ci sono da disegnare samurai io son sempre contento eh. Allora, piaciuti i concept e le tavole? Fatemelo sapere gaijin!


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4 commenti:

  1. le tavole medievali mi sono piaciute proprio tanto. ;)

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    1. Grazie mille per l'apprezzamento, Massimo!

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  2. Innanzitutto complimenti per la collaborazione con quel blog mitico/leggendario/samurai che è L'Antro.

    Ottime tavole e ottimi colori (Lorenzo Magalotti, da quel che vedo, è veramente bravo). Spero nella tua presenza in altri numeri di Icon.

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    1. Grazie mille, sono molto contento di questa collaborazione sperando che duri per molti numeri a venire, da parte mia c'è tutta la buona volontà possibile.

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